5 minuti per SALVARE UNA VITA

da | 15 Ott, 2021 | Parliamone

Nella nostra vita frenetica 5 minuti è un attimo per la nostra cognizione del tempo, eppure 5 minuti sono abbastanza per fare qualcosa di straordinario: salvare una vita.

Che cosa vuol dire salvare una vita? E quando mai mi capiterà di salvare una vita? Non faccio il medico, né l’infermiere e neanche la guardia del corpo. Difficilmente avrò occasione di salvare una vita. E’ la stessa cosa che probabilmente stai pensando.

Non è difficile che accada; in Italia, si stima che ogni giorno più di 200 persone perdano la vita per arresto cardiaco e, in europa, 400.000 persone sono colpite da arresto cardiaco in ambiente extra ospedaliero.

A volte preceduto da un forte dolore al torace o da difficoltà respiratorie, l’arresto cardiaco spesso e volentieri si presenza senza preavviso, accade per strada, a casa, al lavoro. Può colpire le persone in qualunque posto e in diverse situazioni.

salvare una vita

Salvare una vita non ha tempo

L’arresto cardiaco colpisce per lo più persone che si trovano in luoghi pubblici ed è dimostrato che un intervento tempestivo è di primaria importanza. L’istinto porta poche persone a intervenire con prontezza e a mettere in pratica la rianimazione, (massaggio cardiaco), ma troppe volte sopraggiunge la paura, il timore di non essere capaci, di sbagliare. Così quasi sempre si aspetta l’arrivo dell’ambulanza senza fare nulla.

Attendere l’ambulanza vuol dire far volare via minuti che possono essere fatali se lasciati passare ad attendere, ma fondamentali se interveniamo subito.

È dimostrato che chi è stato immediatamente soccorso con massaggio cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza abbia avuto maggiore probabilità di salvarsi, rispetto a chi ha aspettato.

Ecco perché è fondamentale sensibilizzare ogni persona sulla rianimazione cardiopolmonare: essere in grado di riconoscere un arresto cardiaco e intervenire tempestivamente
 

catena della sopravvivenza

Come riconoscere un arresto cardiaco

L’arresto cardiaco è un evento estremamente grave che avviene quando il cuore non riesce più a far circolare il sangue ed a far arrivare ossigeno al nostro corpo.

Le persone colpite da arresto cardiaco improvvisamente:

  1. Perdono coscienza e non si risvegliano se provi a chiamarli e a scuoterli.
  2. Smettono di respirare normalmente e di fare altri movimenti.

Cosa fare in caso di arresto cardiaco

Appena ci siamo accertati che la vittima non risponde anche dopo averla scossa, controlliamo subito la respirazione.

Posizionati di fianco alla vittima, avvicina la tua guancia alla bocca del paziente, mantenendo il tuo sguardo in direzione del suo torace.

Guarda se il torace si espande, ascolta se sono presenti suoni respiratori e senti la presenza di movimento d’aria sulla tua guancia per non più di 10 secondi per determinare se la vittima sta respirando normalmente.

Riconosciuti questi segnali, è fondamentale agire immediatamente come segue:

  1. Allerta il servizio di emergenza
  • Se possibile, chiedi a qualcuno di chiamare il servizio di emergenza (112/118), altrimenti chiamalo tu stesso.
  • Se possibile, rimani con la vittima mentre fai la chiamata di emergenza. Attiva il vivavoce del telefono per facilitare la comunicazione con la centrale operativa.

2. Invia qualcuno a recuperare un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE)

  • Manda qualcuno a cercare e portare un DAE se disponibile;
  • Se sei da solo, non allontanarti dalla vittima, inizia la RCP.

3. Inizia la rianimazione cardiopolmonare

Come si esegue la rianimazione (RCP)

Quando chiamiamo il 112/118, l’operatore che ci risponde ti aiuterà a riconoscere l’arresto cardiaco e ti guiderà passo passo a fare le manovre necessarie, inoltre può segnalare se nelle vicinanze è disponibile un DAE (defibrillatore semiautomatico).

In assenza o in attesa del defibrillatore e in attesa dell’arrivo dei soccorsi, è necessario iniziare immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, che si esegue in 3 semplici passaggi:

  1. sovrapporre le mani al centro del torace;
  2. con le braccia tese, comprimere velocemente, 2 volte al secondo, senza interruzioni
  3. lasciare risalire il torace tra le compressioni senza staccare le mani.

La rianimazione cardiopolmonare può, e deve, essere eseguita da chiunque assista a un arresto cardiaco.

“Chiunque salvi una singola vita, è come se avesse salvato il mondo intero”, (dal Talmud)

La settimana della rianimazione cardiopolmonare

Attraverso varie iniziative locali e nazionali, i volontari di Viva sono continuamente impegnati a far conoscere al maggior numero di persone possibile cos’è un arresto cardiaco, come si riconosce e quali sono le manovre da iniziare subito per salvare la vita di chi ne è colpito.

manifesto word restart a heart day

Manovre semplici e sicure che ognuno di noi può imparare ed eseguire anche se non è un professionista della salute. Uno dei momenti più significativi nell’ambito delle attività divulgate della Settimana Viva! è rappresentato dalla Giornata Internazionale della Rianimazione Cardiopolmonare IRC, (Word Restart a Heart Daywww.ilcor.org/wrah/).

Disegno di legge S. 1441 approvato

Dopo 20 anni di attesa, anche in Italia è stata approvata la legge nominata “salva vita”, in quanto permette di fatto di salvare la vita di migliaia di persone colpite da arresto cardiaco.

Vediamo nel dettaglio cosa è previsto dalla legge 116/2021:

  • L’istallazione di defibrillatori in tutti i luoghi pubblici, soprattutto nei centri commerciali, nelle piazze, negli alberghi, nei condomini;
  • L’uso del dispositivo in tutti gli ambienti sportivi, come piscine e palestre, sia in fase di allenamento che durante le competizioni;
  • L’estensione di DAE nelle scuole introducendo percorsi formativi, insegnando manovre di rianimazione cardiopolmonari;
  • La legge prevede l’utilizzo di questi strumenti anche nelle sedi delle pubbliche amministrazioni con più di 15 dipendenti che abbiano relazioni con il pubblico;
  • L’introduzione di defibrillatori presso aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e a bordo di mezzi di trasporto pubblici che percorrono tratte continuative per un minimo di 2 ore;
  • La legge prevede anche un rafforzamento della tutela legale a chi presta soccorso a un paziente per cui si sospetta un arresto cardiaco;
  • Imposizione della registrazione del defibrillatore alle centrali dell’emergenza sanitaria;
  • Applicazione mobile in modo da capire dove sono installati i dispositivi cosicché le centrali dell’emergenza sanitaria possano dare istruzioni;
  • Promozione di campagne informative di sensibilizzazione all’uso del DAE.

Una legge che può salvare una vita

Avresti mai pensato che una legge potesse salvare una vita? Il 28 luglio del 2021 è stata approvata dalla Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge sui defibrillatori, che quindi è diventata legge di stato.

L’Italia fa un enorme passo avanti sulla cardio-protezione introducendo questa legge, raggiunge un importante traguardo permettendo a un dispositivo di primo soccorso di poter essere utilizzato da chiunque per salvare la vita di persone vittime di un arresto cardiaco.

La legge prevede che tutti possano usarlo anche senza competenze, senza il rischio d’incorrere in conseguenze giudiziarie.

Introduce l’obbligo d’insegnamento di manovre di primo soccorso a scuola e campagne di sensibilizzazione che, associate alla diffusione in ambienti pubblici di DAE, possono portare a un elevato incremento di sopravvivenza.


Il video presente nell’articolo è stato realizzato con la collaborazione della Iredeem spa per la concessione e l’uso dei contenuti.


Questo articolo fa parte della collana Parliamone di Google News.


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