PSICOLOGIA – 5 Trucchi per influenzare il comportamento delle persone

PSICOLOGIA – 5 Trucchi per influenzare il comportamento delle persone

Come creare empatia

In questo articolo ti illustrerò alcuni trucchi su come influenzare altre persone e come creare empatia.

Iniziamo subito a dire che influenzare non significa manipolare e neppure ingannare gli altri, influenzare altre persone ha come scopo finale che le altre persone iniziano a stimarci, ad ascoltarci, a rispettarci e di guadagnare autorevolezza.

Influenzare le altre persone è nulla di poco etico perché se ci pensi bene lo facciamo tutti i giorni, quando siamo al bar e parliamo di calcio, quando siamo sul lavoro e parliamo di ogni cosa ma cerchiamo sempre di far valere la nostra ragione, la nostra idea e tralaltro lo facciamo nel modo sbagliato.

Parlare di meno e ascoltare di più

La capacità di influenzare le altre persone e si ottiene in modo completamente opposto a quello che noi pensiamo.

Iniziamo ad analizzare la natura umana, solitamente cosa facciamo noi quando abbiamo un ospite a casa o conosciamo qualcuno per la prima volta?

parlare di meno e ascoltate molto di più anzi diventare ascoltatori molto attenti

Cerchiamo sempre di stupire parlando di noi, di quello che facciamo, del nostro lavoro, dei traguardi raggiunti dei nostri hobby, pensiamo che la cosa più importante sia illustrare noi stessi nel modo migliore. Questo è il primo grande errore e ora te lo dimostro.

Ti sarà certamente capitato durante qualche cena di lavoro o con nuove persone di trovare quella persona che parla parla parla parla parla parla parla, quante volte ti è passata per la mente la frase “ma dove si trova l’interruttore che lo voglio spegnere“. Giusto?

Quindi parlare troppo e parlare troppo di se stessi, è la cosa sbagliata ed è quello che facciamo quotidianamente.

Quindi, prima regola dobbiamo parlare di meno e ascoltate molto di più anzi diventare ascoltatori molto attenti. Come?

Quando una persona sta parlando lascialo parlare, fallo sentire al centro dell’attenzione, fallo sentire sotto le luci dei riflettori, questo fa piacere a tutti e chi parla si sente apprezzato e stimato da chi lo ascolta, quindi da te.

Mentre lo lasci parlare, se ci sono alcuni punti che condividi devi farlo notare, quindi, approfitta di un sua piccola pausa nel discorso e con una semplice frase puoi fargli capire che sei della stessa idea: “sono d’accordo anch’io, la penso allo stesso modo“.

Condividere le passioni

Secondo consiglio, condividere le passioni. Condividere le passioni crea un legame molto forte.

Questo è un obbiettivo che funziona in un arco temporale più lungo, perché chiaramente non ha nessun effetto su un occasione di una cena, e ora ti spiego il perchè.

Una passione non nasce in un attimo, è qualcosa che cresce piano piano, qualcosa che matura con la pratica se si tratta di un hobby o con una formazione se si tratta di qualcosa di più specifico.

Quindi se noi non abbiamo la passione dell’altra persona dobbiamo acquisirla. Attenzione, passione vuol dire anche conoscenza di quell’argomento ma non superficialmente, quindi bisogna documentarci e farla diventare anche nostra.

Ecco perchè è un obbiettivo di lungo termine, è’ difficile in una unica occasione scoprire le sue passioni, documentarci, renderla nostra e cercare il modo di condividerla, ricordiamoci che non siamo supereroi ma semplici esseri umani.

Condividere con intelligenza

Ti faccio un esempio per capire meglio il concetto. Arriva il nuovo direttore nella vostra azienda e tu non riesci in nessun modo a creare un tipo di legame e a dimostrare le tue attitudini e quello che hai apportato in quella azienda in questi anni.

Scopri che il direttore è un appassionato di fotografia. Ora che lo hai scoperto non pensare di entrare nel suo ufficio e guardando una sua foto pronunciare la stupida frase “bella questa foto ora le faccio vedere le foto che scatto io con il telefonino“.

Assolutamente sbagliato. Un appassionato di foto cosa vuoi che pensi delle tue foto fatte con il telefonino?

Se vuoi davvero influenzare il suo comportamento e creare cosi un legame sfruttando la sua passione per la fotografia, inizia a documentarti, non dico di fare un corso di fotografia professionale ma arricchire il tuo sapere per avere realmente qualcosa da condividere e non solo aria.

In questo modo quando entrerai nel suo ufficio e noterai, per esempio, una di quelle fotografiche che si fanno di sera con le scie luminose delle auto, (quelle foto vengono fatte con un tempo di esposizione particolare, la macchina sul cavalletto, etc), a questo punto potrai dire “bella questa fotografia immagino l’impegno che ci ha messo e il tempo impiegato, che tempo di esposizione ha usato?

arco di trionfo di notte con tempo di esposizione prolungata

In questo modo gli fai capire che hai anche tu quel tipo di passione e quindi da cosa nasce cosa……

Come ho detto prima non si può fare chiaramente con un incontro, è impossibile scoprire le sue passioni in un secondo e mezzo, documentarti e poi iniziare a condividere.

Come ha affermato una volta Dale Carnegie in Come Vincere gli Amici e Influenzare la Gente:

“Parla alla gente di loro e ti ascolteranno per ore. ”

Comincerai immediatamente a piacere alla gente se prima di tutto mostri interesse in loro. Impara quali sono i loro hobby, cosa gli piace, cosa non gli piace, la loro squadra preferita, ecc. Impara a conoscerli.

Renditi piacevole e usa questo a tuo favore per guadagnarti la loro fiducia. A. Duckworthia.

condividere le passioni crea empatia

Mai chiedere favori

Ogni essere umano sin da piccolo si sente sempre giudicato e ha sempre paura degli altri, ha paura che gli altri gli rubano qualcosa, la fidanzata, i soldi, la sua posizione lavorativa e per queste paure crea delle barriere che ci portiamo sempre dietro.

Per questo motivo, se vuoi influenzare altre persone non devi mai chiedere favori, perché purtroppo chiedere i favori fa in modo che l’altra persona tenga alte le sue barriere nei nostri confronti e puoi dire addio alla possibilità di influenzare.

Raramente abbassiamo le barriere, lo facciamo solo in alcune situazioni, quando ci troviamo a parlare con gli amici di vecchia data perché abbiamo visto che non ci hanno mai chiesto nulla, oppure quando ci innamoriamo.

Quando ci innamoriamo ci sentiamo apprezzati e stimati e quindi annulliamo tutte le nostre barriere perchè vediamo nell’altra persone il riflesso di noi stessi di qualcuno che ci stima.

Auto-opinione

Questo non vuol dire che per influenzare un altra persona dobbiamo innamoraci, ma dobbiamo lavorare su un altro fronte.

Dobbiamo lavorare sulla sua self-opinion. Ogni essere umano crede in tante cose di se stesso ma ci sono tre cose che sono fondamentali e che costituiscono sua self opinion.

fidarsi di se stessi self-opinion

Autonomia

L’essere umano vuole sentirsi autonomo nelle proprie scelte, vuole credere che le scelte che deve fare le prende da solo in piena autonomia e senza che nessuno lo ha costretto.

L’intelligenza

Ogni essere umano pensa di essere intelligente. Tu sai che non sei Heinstein ma credi e sei convinto di essere intelligente, magari anche solo sulle tue passioni, solo sul mio lavoro, hobby.

Essere buono

Ognuno di noi si considera buono nel senso che pensa sempre di operare per il bene.

Questi sono tre elementi della self-opinion che dobbiamo tenere presente per influenzare le altre persone e per creare empatia.

Solitamente quando parliamo con qualcuno o quando ci stanno esponendo un idea, siamo sempre pronti a contrastare le sue idee o a contrariarlo. Tutto sbagliato, in questo modo contrastiamo la sua self-opinion.

Addirittura qualche volta andiamo anche a colpire la sua intelligenza e in questo modo rinneghiamo la sua self-opinion.

A questo punto l’altra persona terrà non solo alte le barriere ma annullerà ogni possibilità di creare un empatia con noi o di farsi influenzare.

Viceversa, se noi approviamo la sua self-opinion l’altra persona si sentirà apprezzata, capita e stimata.

Approvare la sua self-opinion non vuol dire che devi cambiare le tue idee, altrimenti rinneghi la tua, ma fagli esprimere quello che pensa e se ci sono punti che condividi farglielo capire approvando solo quello.

In questo modo non abbiamo offeso la sua intelligenza e lo abbiamo fatto sentire al centro del palcoscenico lasciandolo parlare.

Stai pensando di non riuscire ad ascoltare in silenzio?

Prova a pensare. Noi conosciamo già il nostro pensiero, proviamo ad ascoltare quello che degli altri.

Proviamo a guardare anche un’altra faccia della medaglia, magari scopriamo nuovi aspetti che non conoscevamo oppure riflessioni che non avevi ancora fatto.

Insicurezze

Ogni persona ha delle insicurezze, se vediamo che qualcuno nota quelle insicurezze che eravamo convinti di vedere solo noi e in qualche modo le apprezza e le loda, noi iniziamo a pensare che l’altra quella persona ha visto in noi qualcosa in più e iniziamo ad abbassare le nostre barriere.

Ti faccio un esempio, una persona pensa di essere brava a cantare ma per vergona, timidezza, insicurezza canta solo in privato, sotto la doccia, a casa ma mai in pubblico.

Se scopriamo questa sua passione e alla prima occasione, durante una cena, un aperitivo, etc, lo convinciamo a cantare e alla fine gli facciamo i nostri complimenti e lo lodiamo, quella persona vedrà in voi la persona speciale che gli ha trasformato quella insicurezza in certezza.

Attenzione cerchiamo di non imbrogliare, se una persona è stonata lasciamo perdere, stiamo cercando di influenzare una persona e creare un’empatia non dobbiamo prendere in giro perché se s’accorge che lo prendiamo in giro addio influenza ed empatia.

Premiare l’impegno e non il talento

Una altra cosa importante, lodate e premiate sempre l’impegno della persona non il talento. Mi spiego meglio.

Tornado all’esempio di prima, se lodate quella persona perchè ha cantato bene non dovete dirgli “bravo tu sei nato per cantare” perchè premiare il talento.

Premiare il talento e come voler dire dire che quella persona non ha fatto nulla per averlo, mentre premiare l’impegno è qualcosa che valorizza la persona.

Come ha affermato una volta Angela Duckworth in “Grinta. Il potere della passione e della perseveranza”

“L’impegno conta il doppio”

Riflessioni

Come hai visto non abbiamo cercato di manipolare e imbrogliare nessuno, alla fine lo scopo di tutto questo questo è quello di capire la natura umana e di agire in modo che le altre persone si sentono bene quando stanno insieme a noi, e noi chiaramente insieme agli altri.

Questi consigli possono servire per influenzare positivamente le altre persone ma anche per aiutarne altre.

Possiamo e io personalmente spero, che possiate usarli per aiutare quelle persone che non si sentono in nessun modo accettate, per il loro aspetto fisico, per la loro disabilità, per la loro etnia e quindi quello che io mi auguro che questi consigli li mettiate in pratica anche per fare in modo che queste persone si sentono accettate dal mondo e da noi stessi.

Come Spiare i tuoi Concorrenti per Rubare il Traffico

Come Spiare i tuoi Concorrenti per Rubare il Traffico

Dopo aver scritto i primi 10 articoli quello che si inizia a guardare e a ricercare è nostra posizione nei motori di ricerca. Inizi a fare una ricerca anonima, con parole simili al titolo del tuo articolo ma nulla non è proprio facile trovarlo.

Magari hai fatto riferimento ad altri articoli similari dei tuoi concorrenti ma il loro risultato resta sempre nelle prime pagine. Allora inizia a chiederti come mai se il loro post è simile al tuo riescono a ottenere molto più traffico rispetto a te.

Eppure gli argomenti trattati sono uguali, i tuo articoli sono anche più specifici, le immagini ben curate.

Ma niente da fare, il tuo traffico non decolla mentre per quello dei concorrenti ci vuole quasi un vigile per dirigerlo. A questo punto si sarà venuto in mente, e non dirmi di no, “e se copiassi quello che gli altri fanno? riuscirò a rubare il loro traffico?”.

rubare il traffico ai concorrenti

L’idea non è sbagliata, anzi è quella giusta. Ti stai chiedendo se è una mossa sleale? Se è poco etico? NO affatto, nulla di tutto questo, quello che stiamo per fare è perfettamente etico anche perchè non parliamo di attacchi hacker e non distruggeremo il loro hosting. (anche se sarebbe la soluzione più rapida)

smile

Per conquistare la vetta di Google e ottenere così tanto traffico, i tuoi concorrenti hanno fatto analisi, A/B test e ottimizzazioni, questo è il loro segreto. Ora, noi andremo a rubare queste loro strategie già convalidate e le andremo ad applicare al nostro blog.

In questo modo potremo posizionarci più alto di loro, evitare (o almeno, limitare tutto il lavoro sporco di analisi e testing) e “ruberemo” il loro traffico e il loro posizionamento.

Quello che adesso ti descrivo non è solo teoria, sono tecniche già usate e testate con successo da altri, infatti non è una mia idea, (mia moglie direbbe “ne ero certa”).

Ok, di parole ne ho già scritte troppe, passiamo ai fatti.

Iniziamo ad usare alcuni strumenti applicare qualche tecnica di SEO copywriting nei nostri articoli.

Quello che faremo si articola in 3 step principali:

  1. analizzare la concorrenza e le strategie che hanno messo in atto
  2. creare una strategia migliore e ottimizziamo dei nostri contenuti
  3. e infine… rubare il traffico e le prime posizioni.

Entriamo in azione, sincronizziamo gli orologi.

Spiare i concorrenti step by step

La prima parte del nostro lavoro sarà quello di spiare i competitor in modo da intercettare e ricalcare le loro strategie. Iniziamo dall’analisi competitiva.

L’analisi competitiva

analisi competitiva  dei concorrenti

L’analisi competitiva, ossia fare un’analisi approfondita dei competitor sia per sfruttare le loro strategie più performanti, sia per creare dei contenuti più efficaci dei loro.

L’analisi competitiva è una strategia poco usata da chi inizia con un blog, anche perchè non si parla troppo di questo argomento.

In rete leggendo molti articoli e seguendo molti webinar ho notato che i brand generalmente hanno due approcci opposti verso i concorrenti che però portano allo stesso risultato, ossia quello di rimanere sempre un passo indietro.

  1. ignorare totalmente la concorrenza. Se gli parli di concorrenti la loro risposta sarà sempre “Che ce ne frega di quello che fanno gli altri. noi facciamo il nostro e lo facciamo meglio”. Facciamo meglio? ma se non lo osservi mi dici come fai ad affermate tutto questo?
  1. essere ossessionati dalla concorrenza, osservare ogni loro piccola mossa e cercare di copiare tutto quello che fanno, dal template, plugin, colori del sito, font ma questo significa duplicare un contenuto e non vuol dire che stai creando uno migliore. (inoltre è stressante)

La prima pagina di Google, e ancora più nello specifico, le prime 5 posizioni dei risultati di ricerca sono anche le più ambite.

Lo rivelano anche le statistiche sul blogging: il 95% degli utenti non va mai oltre la prima pagina dei risultati di ricerca di Google e il 33% di tutti i click sono destinati proprio ai primissimi risultati di ricerca.

È proprio per questo che quando scriviamo un post, dobbiamo puntare più in alto possibile.

Per prima cosa utilizzeremo gli strumenti di digital marketing che ci permettono di estrapolare dati e numeri riguardo i nostri competitor e le keyword per le quali vogliamo posizionarci.

Dopo che abbiamo i dati, andremo a traslare ciò che abbiamo ottenuto direttamente sul nostro blog in modo da implementare e potenziare tutto ciò che funziona e ottimizzare ciò che invece non porta i risultati.

Una volta fatto tutto questo, continueremo a monitorare il nostro posizionamento finché, piano piano, non ruberemo letteralmente il traffico e scaleremo le posizioni.

Tool per spiare i concorrenti

spiare traffico e contenuti della concorrenza

Se ti stai chiedendo: Come analizzare i concorrenti, la risposta è semplice, con l’aiuto di alcuni tool, che se hai un blog, dovresti conoscere bene, come ad esempio SeozoomGoogle Keyword PlannerAnswer the Public o Ubersuggest.

Per semplicità ora utilizzeremo Semrush ma puoi utilizzare a tuo piacimento quello che ti sembra più facile o che già conosci, (questo articolo non è sponsorizzato quindi la scelta è casuale), utilizzo questo tool dal momento che ha al suo interno tutte le funzioni che ci serviranno. Esiste una versione a pagamento ma puoi utilizzarlo in modo totalmente gratuito nella sua versione limitata.

Per usare la versione gratuita, crea un account, appena lo crei ti chiederà se vuoi provare gratuitamente la versione estesa per 7 giorni. Chiaramente accettiamo e ricordati di disdire eventualmente l’abbonamento prima dello scadere dei 7 giorni.

In questo modo puoi utilizzare in modo completo tutte le funzioni di analisi, puoi scaricare tutti i dati che ti serviranno per ottimizzare il tuo blog e senza che ti verrà addebitato alcun importo.

Terminati i 7 giorni, potrai comunque continuare a utilizzare Semrush per tutto il tempo che vorrai in modo del tutto gratuito, anche se le funzioni saranno più limitate e non potrai fare più di 10 ricerche al giorno.

Come identificare i propri concorrenti

www.sumrush.com

Semrush ti permette di fare una meticolosa analisi della concorrenza, scoprire innanzitutto chi sono, quali sono le loro pagine meglio posizionate e quali sono le loro principali keyword. Inoltre ti consiglio vivamente di scaricare anche questo utilissimo ebook gratuito di Semrush che ti darà maggiore chiarezza sull’argomento.

Una volta fatta questa prima analisi, andiamo a studiare i contenuti e le strategie dei concorrenti e creare nuovi contenuti oppure ottimizzare quelli già presenti sul tuo blog in modo da farli salire sempre più in alto nella SERP di Google.

Iniziamo, una volta registrato, vai sulla dashboard di Semrush.

A questo punto dobbiamo porci una domanda: conosci già chi sono i tuoi competitor?

Se non sai ancora chi sono i tuoi concorrenti, sul menu a sinistra:

vai su Analisi della concorrenza > Ricerca organica e digita il tuo sito web nella barra di ricerca.

Come risultato avrai la lista dei tuoi concorrenti organici e il loro posizionamento, ossia i principali siti web che competono per le tue stesse keyword. Clicca adesso sul dominio che vuoi analizzare.

Se sai già chi sono i tuoi concorrenti:

vai sul menu a sinistra e clicca su Panoramica dominio e inserisci il dominio del tuo concorrenti.

panoramica semrush luigivillani.it

In entrambi i casi, ci troviamo adesso sulla pagina della ricerca organica, dove possiamo estrapolare tutti dati e le informazioni che ci serve sul nostro competitor #1.

Spiare i concorrenti con il tool Semrush

Per praticità (dal momento che è un sito ricchissimo di dati) facciamo la ricerca mettendo Millionaire.it come probabile competitor. Ecco la schermata che ci apparirà.

Ricerca organica Semrush

Quali sono quindi i dati interessanti che possono servirci a rubare il traffico di Millionaire?

OSSERVIAMO I DATI

  1. hanno 30.900 keyword posizionate
  2. hanno un traffico di circa 62.600 visitatori organici
  3. abbiamo estratto tutte le principali keyword organiche, che possiamo andare ad analizzare separatamente
  4. sappiamo quali sono le pagine principali, ossia quelle che ricevono maggior traffico.

Sempre sul menu a sinistra, puoi adesso selezionare Analisi della concorrenza > Analisi traffico per avere un’analisi più approfondita anche sul pubblico.

Non importa che farai questo passaggio per ogni competitor. Puoi infatti inserire fino a 3 domini dei competitor per fare un unico confronto.

analisi concorrenti semrush

Adesso che abbiamo questi dati, andiamo a vedere più da vicino come utilizzarli per rubare il traffico dei tuoi competitor.

Come rubare (eticamente) il traffico dei tuoi concorrenti

Una volta che abbiamo estrapolato tutti i dati più importanti che ci servono per analizzare i nostri concorrenti, è arrivato il momento di attuare la nostra strategia di creazione e ottimizzazione dei nostri contenuti.

Per riuscire a rubare il loro traffico dovremo fare un lavoro su più fronti. Vediamo tutte le azioni che dobbiamo intraprendere.

Crea un contenuto migliore… anzi, il migliore

creare un contenuto migliore dei concorrenti

Da Semrush, scarica tutte le migliori keyword del tuo competitor. Puoi anche selezionare Analisi della concorrenza > Gap di keyword per vedere nel dettaglio per quali parole chiave si è posizionato il tuo competitor.

keyword gap semrush

E adesso come procediamo? creiamo un contenuto migliore, un articolo più efficace di quello dei competitor.

Puoi farlo ad esempio creando un contenuto più lungo, maggiormente informativo o semplicemente più recente e aggiornato.

Una volta che hai scelto la keyword per la quale vuoi posizionarti, fai una ricerca su Google proprio su quella keyword e apri tutti i primi 10 risultati di ricerca di Google cercando di capire il taglio dell’articolo, la lunghezza del testo, l’utilizzo o meno di immagini e video…

Cerca dei pattern comuni. Se sono tra i primi 10 risultati di ricerca, sicuramente hanno qualcosa che a Google è piaciuto. Devi riuscire a capire cosa.

IMPORTANTE – Mi raccomando di fare sempre questo tipo di ricerche in una finestra anonima, in modo che la SERP non sia influenzata dalle tue ricerche precedenti.

Puoi anche ottimizzare il lavoro sempre utilizzando Semrush, utilizzando il SEO Content Template (che trovi sempre nel menu a sinistra, sotto la tab Content Marketing) che ti aiuta a scrivere il contenuto per il tuo blog in chiave SEO a partire dalla sola keyword.

Dopo aver inserito una o più parole chiave, Semrush analizzerà infatti automaticamente i primi 10 risultati di ricerca su Google e genererà automaticamente un modello del tuo articolo, con tutti i suggerimenti per riuscire a posizionarti nei primi risultati, come ad esempio:

  • la lunghezza consigliata, il punteggio di leggibilità che dovresti ottenere, le keyword correlate da includere, quali backlink che dovresti ottenere, etc… e così via.

I primi risultati spesso si trovano lì da molto tempo. E spesso sono articoli di 1000 parole non aggiornati dal molti anni. In questo caso, scrivi un contenuto più lungo, più approfondito, più aggiornato e soprattutto più fresco. Vedrai che si posizionerà in fretta.

key raccomandation

Utilizza Ricerche correlate

Consiglio da 1000 punti: come rendere il testo più approfondito di quello dei competitor?

Un segreto di Pulcinella molto semplice ma che funziona alla grande è di inserire nel tuo articolo la risposta alle domande frequenti e le ricerche correlate di Google. Quindi annotale e durante la scrittura inseriscile.

Se voglio ad esempio scrivere un articolo sulla keyword “Aprire un blog”, oltre ad analizzare i primi 10 risultati di ricerca, implementa anche le risposte che trovi nel box di Google “Le persone hanno chiesto anche” e “Ricerche correlate”.

Le persone hanno chiesto anche
Ricerche correlate

La stessa ottimizzazione ma dei contenuti esistenti puoi farla sempre con Semrush andando nella tab SEO del menu a sinistra e scegliendo On Page & SEO Tech > On Page SEO Checker.

Da qua ti basta mettere il link dell’articolo che vuoi ottimizzare e Semrush ti darà molti suggerimenti a partire proprio dall’analisi degli articoli nelle prime posizioni.

Bene, adesso quindi non ti resta davvero che fare una ricerca dei primi risultati a partire dalla tua keyword research e iniziare a scrivere, oppure ottimizzare il tuo contenuto in base ai suggerimenti che ti hanno dato Semrush e lo stesso Google.

Utilizza le longtail keyword

Utilizza le longtail keyword per migliorare la posizione

Le longtail keyword, se non conosci ancora questo termine, ti spiego velocemente cosa sono.

Le longtail keyword,  (parole chiave a coda lunga), sono delle parole chiave generalmente più lunghe (>3 parole) delle cosiddette “keyword secche” e molto più specifiche.

Facciamo un esempio.

  • “Cane” è una keyword secca, “Come tagliare le unghie ad un cane” è una longtail, una keyword a coda lunga, con molta meno competizione e più semplice da posizionare nei primi risultati.

in particolare quelle a bassa concorrenza, sono spesso il passe-partout per le prime posizioni nei risultati di ricerca di Google, perchè poco utilizzate, a bassa competitiva e molto più facile da posizionare.

Le statistiche parlano chiaro: il 70% degli utenti cerca delle longtail su Google e il motivo è abbastanza intuitivo. Su Google si effettuano infatti delle ricerche specifiche: come fare per, cosa fare se, perché…etc

Pensaci un attimo. Vai sulla tua cronologia delle ricerche di Google, controlla le tue ultime ricerche.

Pensi davvero che un utente pronto per l’acquisto digiti su GOOGLE la parola generica TAVOLO? No! Chi digita semplicemente ‘TAVOLO’, ‘LAMPADARIO’, ‘AUTOMOBILI’ è qualcuno che si sta guardando intorno e stà perdendo tempo, l’equivalente di uno che il sabato pomeriggio passeggia in centro guardando distrattamente le vetrine, giusto per perdere un pò di aria..

E proprio in merito a questo, che prima di pensare come un blogger, come un algoritmo di Google o alla SEO, pensa come un utente.

Scrivi sempre il contenuto di un post come tu vorresti leggerlo, io personalmente alla fine di un articolo mi alzo bevo un caffe, faccio un giro in cucina, poi ritorno al pc e rileggo l’articolo e se la lettura mi risulta fluida e capisco subito il concetto che volevo esprimere, allora vuol dire che va bene.

Una frase che una volta ho letto su un blog, “scrivi con poco SEO ma con tanto AMORE”.

BACKLINKS

Un contenuto ben scritto e ottimizzato non è sicuramente l’unico fattore che conta per il posizionamento. Sarebbe troppo facile.

Ci sono infatti tanti aspetti che Google tiene in considerazione e uno di questi, uno tra i più importanti addirittura, sono i backlink che il tuo articolo riceve.

Oltre a migliorare il tuo posizionamento, i backlink sono importantissimi anche per aumentare l’autorevolezza di un brand, soprattutto quando il link proviene da grandi blog e testate, sia per ottenere traffico di qualità verso il nostro sito web.

Ci sono molti modi per ottenere nuovi backlink: organici, ossia di persone che hanno trovato i tuoi contenuti interessanti e decidono di linkarti nei propri contenuti.

Oppure scrivendo guest post per altri blog o chiedendo l’aggiunta o la sostituzione di un link.

Spieghiamo meglio questi concetti. Vediamo tutti questi tre punti più nello specifico.

Backlink organico: una persona legge un tuo articolo e lo linka come approfondimento alle sue risorse. Lo faccio spesso anche io spesso nei miei articoli.

In questo modo puoi dare un quadro più specifico possibile di ogni argomento che tratto, quindi linko altre risorse per approfondire i temi che ho accennato. Quindi in un articolo il consiglio è di inserire un collegamento con un altro articolo o pagina autorevole, (chiaramente non di un tuo competitor). In questo caso, il sito che hai linkato ha ottenuto un backlink dal tuo blog.

Backlink da guest post

backlinks organici e guest post

Un altro modo per ottenere backlink è quello di scrivere guest post, ossia un contenuto che scriviamo per il blog di un altro sito web della nostra nicchia, solitamente in cambio di un backlink verso il nostro sito.

Farlo è molto semplice: ti basta fare una ricerca dei blog appartenenti alla tua nicchia (puoi farla anche tramite la ricerca dei competitor con Semrush) e contattarli chiedendo di ospitare un tuo articolo sul proprio blog.

L’ultimo modo per ottenere backlink che voglio presentarti è quello di chiedere che un link venga aggiunto o sostituito in una risorsa già esistente. È una tecnica molto conosciuta dai SEO e viene chiamata Tecnica del Grattacielo.

Ecco di cosa si tratta.

Diciamo che hai trovato un articolo su internet che parla di come costruire porte di legno. Al suo interno spiega le differenze di costruzione con i vari tipi di legno. Ora, diciamo che tu abbia scritto un articolo su come costruire porte di legno di ciliegio.

Questa potrebbe essere un’ottima risorsa di approfondimento per quell’articolo e in questo caso potresti contattare il blogger in questione dicendo: “Ehi, scusa, ottimo articolo! Sai che ho scritto proprio un articolo di approfondimento sul tema? Che ne dici se aggiungi un link alla tua risorsa?”.

Chiaramente non aspettarti che il link potrebbe essere gratuito, anzi, quindi preparati a una trattativa.

Potresti anche trovare un articolo che linka già una risorsa ma che non è così approfondita come la tua o non è aggiornata oppure è stata eliminata e restituisce un errore 404 (più difficle da trovare)

Anche in questo caso, puoi chiedere al sito in questione di sostituire il link di approfondimento con il tuo articolo. E anche in questo caso, potrebbe non essere gratis.

Per conoscere quali articoli ricevono backlink e da chi, ci torna in aiuto sempre Semrush.

Ti basta infatti andare sul menu a sinistra > Creazione link > Analisi backlink e poi clicca sulla tab backlink per analizzare tutti i backlink di un dato articolo in modo da trovare lacune e opportunità.

backlink semrush

Questo è il risultato che otterrai. E puoi farlo non solo per il dominio principale ma per ogni pagina o articolo dei tuoi competitor.

Analisi backlink semrush

Se vuoi approfondire il tema dei backlink, ti consiglio allora di seguire il corso gratuito di Semrush “Backlink Management Course“. È in inglese ma puoi mettere anche i sottotitoli in italiano.

Aumenta la velocità del tuo sito

importanza della velocità sito internet

Che la velocità di un sito sia fondamentale per il ranking di un sito è ormai una cosa risaputa.

È quindi fondamentale sapere come ottimizzare la velocità del nostro sito e ridurre i tempi di caricamento. Anche su questo, Google è molto chiara: un sito lento aumenta notevolmente il bounce rate, ossia la frequenza di rimbalzo.

velocità sito e bounce rate
Fonte: Google/SOASTA Research, 2017

Le persone non hanno pazienza, soprattutto quando si parla di internet.

Se infatti un utente fa click sul tuo sito ma i contenuti ci mettono molto a caricarsi e per molto intendo 7-10 secondi non minuti, quella persona chiuderà il tuo sito e passerà al prossimo risultato di ricerca.

Ed ecco che chi si è posizionato dopo di te ha rubato il tuo traffico proprio perché aveva un tempo di caricamento minore e tu hai perso un possibile visitatore abituale del tuo blog.

Quindi è indispensabile che devi essere più veloce dei tuoi competitor. Ma conosci la loro velocità?

Puoi scoprirlo in modo semplice grazie ai tool che svolgono queste misurazioni. In rete ne trovi tanti, i più famosi: GTmetrix, Pingdom, Webpagetest, e poi uno strumento che Google mette a disposizione gratuitamente: il PageSpeed Insight. Vai quindi sul PageSpeed e digita il tuo dominio e quello dei tuoi competitor. Adesso lancia l’analisi.

pagespeed insight banner

Come vedi dallo screen qua sotto, come risultato non avrai solo la velocità ma anche una serie di consigli e suggerimenti per ottimizzare il tuo sito, e questo test misurerà sia nella versione desktop che in quella mobile

pagespeed insights test

Cerca di ottimizzare sia la versione desktop ma soprattutto la versione mobile perchè ricordati che il valore più importante da tenere in considerazione è quello mobile.

E’ dimostrato che le visualizzazioni sono in prevalenza da smartphone o da tablet. Quindi segui passo i suggerimenti di Google e ottimizza il tuo sito in modo da diventare più veloce di tutti i tuoi competitor.

Utilizza Google Ads

Se stai pubblicando degli annunci a pagamento sul tuo sito web, dovresti conoscere bene anche le campagne e le parole chiave a pagamento dei tuoi competitor. Come fare?

Anche in questo caso può esserci d’aiuto Semrush e il suo rapporto di Ricerca di Advertising. Ti basta infatti andare su Ricerca di adverising dal pannello a sinistra. Il rapporto ti mostrerà tutte le parole chiave per le quali il tuo competitor sta facendo delle sponsorizzate.

ricerca di advertising semrush

In questo modo hai una panoramica completa delle keyword da utilizzare. Se vuoi ottenere migliori risultati, non dimenticare di creare anche degli annunci migliori. Puoi vedere quelli dei tuoi competitor dalla tab Testi annunci.

testi annunci advertising semrush

Siamo sul finale

Spiare i tuoi competitor può farti riuscire tranquillamente a rubare non solo il loro il traffico ma anche i loro backlink e il loro posizionamento e come hai visto non abbiamo fatto nulla di non etico.

E non solo è una pratica assolutamente legale e regolare, degna dei migliori SEO.

Ricorda, i primi posti di Google sono limitati e solo i migliori possono accedervi. Ora devi solo pensare a come scrivere un bel post.

So che questo argomento scende un po’ nei tecnicismi, ho provato ad renderlo più semplice possibile e spero di esserci riuscito. La risposta puoi darla solo tu.

Buon blogging, e buona vita a te.

Blog – Come scrivere un articolo

Blog – Come scrivere un articolo

BELLA IDEA. MA NELLA REALTA’…

Quando ti avvicini a questo magico mondo tutto sembra facile, chi non sarebbe capace di scrivere un articolo per un blog. Perlomeno sino a che non ti accorgi che ci vuole competenza, esperienza e capacità che ora, molto probabilmente, non possiedi.

La prima cosa di cui ti accorgerai è che per scrivere un contenuto di qualità per un blog ci vuole tempo, molto di più di quanto avevi previsto e tanto impegno. Ora ti starai chiedendo, ma vabbè stai esagerando, mi vuoi scoraggiare. Purtroppo non serve solo scrivere un articolo come se dovessi scrivere un testo con world, dovrai stare attendo alla formattazione ad inserire link interni, immagini giuste e poi i fonts la SEO, categorie etc, etc, etc….

Pensi ancora che sto esagerando? Poi inizierai a pensare di dare uno sguardo ai tuoi competitor. Loro hanno decine di articoli simili ai tuoi e inizierai a cercare un modo per produrre in minor tempo più contenuti di loro e magari migliori.

osservare i competitors

COME SCRIVERE UN BLOG

Per prima cosa mettiamo in chiaro le basi principali.

  1. Ricorda sempre che un blog è scritto per gli utenti e non per i motori di ricerca.
  2. Mantieni la promessa espressa nel titolo.
  3. Tiene gli utenti interessati e impegnati nella lettura, molto facile da dire.
  4. Formatta il testo in modo da agevolarne la lettura.
  5. Inserisci sempre delle immagini che aiutano l’utente a comprenderne meglio il contenuto.
  6. Agevola e soddisfa i requisiti per d’indicizzazione dei motori di ricerca.

NON RIVOLGERTI A TUTTI MA TROVA LA TUA NICCHIA

Se non hai una nicchia di riferimento alla quale rivolgerti non avrai molte speranze di successo con un blog.

Facciamo un gioco: Fermati e ricorda.
Ricordati dell’ultima volta che ti trovavi davanti ad una persona che non smetteva di parlare. Ricorda il suono della sua voce logorroica. Focalizzati sul momento esatto nel quale hai pensato “non ne posso più, dove è il pulsante per spegnerlo”.

Purtroppo quel pulsante non esiste e quindi………….

A differenza della vita vera sul web quel pulsante esiste. Ti posso assicurare che i tuoi utenti non esiteranno un attimo ad usarlo.  Ecco perché è importante fare centro quando scriverai il tuo articolo, non devi annoiarli, non spingerli a spegnere quel pulsante.

Come fare dunque?
Facile a dirsi e per tua fortuna anche a farsi: devi avere un interlocutore preciso e una nicchia precisa alla quale rivolgerti.

UN ARTICOLO UNA DOMANDA

cercare domanda

Non puoi pensare di introdurre mille argomenti. Facendo così perdi tutte le tue potenzialità di interessare al tuo interlocutore e di destare l’attenzione dei motori di ricerca.

Guardala dal punto di vista pratico. Immagina di avere una nicchia di riferimento.

Se il tuo articolo tratta un solo tema o risponde a solo una domanda avrai questi benefici:

  • I tuoi utenti sapranno già dal titolo se quell’articolo fa al caso loro e questo aumenta le possibilità che il post venga letto.
  • I motori di ricerca possono valutare più attentamente il tuo tema e questo ti darà vantaggi  in ottica di posizionamento.
  • Strutturalmente avrai categorie ben organizzate facilitando così la navigazione dei tuoi utenti.
  • Lavorare in maniera approfondita su temi specifici ti aiuterà a guadagnare visibilità (e autorevolezza) sulla tua nicchia di riferimento.

DEFINISCI IL FOCUS SEMPLICEMENTE: LA TECNICA DELL’INSALATA

tecnica dell'insalata

Per focalizzare con successo gli elementi da trattare sono solito immaginare un insalata piena di ingredienti differenti.
In riferimento a ciò che sto valutando la domanda che mi faccio è: se questo a cui sto pensando fosse un insalata quali sarebbero gli ingredienti?

FARE UNA BUONA KEYWORD RESEARCH

Immagina di trovarti davanti ad un tuo potenziale cliente. Quanto vantaggio trarresti dal conoscere esattamente (in anticipo) le sue esigenze, le sue domande, i suoi dubbi? Un fantastico vantaggio non trovi?

Sul web questo vantaggio puoi averlo con una buona  keyword research!

Se vuoi che i tuoi articoli vengano apprezzati ti servono 2 cose:

  1. Articoli scritti bene ed in linea con il tuo pubblico di riferimento.
  2. Articoli capaci d’intercettare i temi specifici che interessano ai tuoi utenti.

Intercettare i temi è la cosa più importante, non pernsare di partire a scrivere quello che ti passa per la mente. Ricordi il pulsante di prima? ecco, evitalo.

Scrivere un articolo per rispondere ad una domanda è determinante,  specialmente se sei all’inizio, poi magari dopo un centinaio di articoli puoi lanciarti a scrivere qualcosa di tuo interesse.

Come accade in qualunque mercato, domanda e offerta rappresentano le basi del commercio e questo vale anche nel mondo del blogging.

COME TROVARE LE PAROLE, I TEMI E GLI ARGOMENTI PIÙ RICERCATI?

ricercare parole chiavi
Ricercare

Per trovare le frasi/parole più cercate puoi utilizzare diversi strumenti, quelli che io uso sono:

I primi due software, oltre a mostrarti il traffico generato per ogni parola chiave, ti daranno indicazione su:

  • – Le parole/frasi più cercate per un determinato argomento.
  • – Le parole correlate che i tuoi utenti cercano ma che tu ancora non conosci.

Come puoi immaginare andare a colpo sicuro intercettando esattamente la “domanda” che i tuoi lettori si pongono è un vantaggio non da poco.

DEFINISCI UN CALENDARIO EDITORIALE

Il calendario editoriale è fondamentale per un blog, partire sprovvisti di un calendario editoriale significa trovarsi da qui a breve davanti a queste domande:

  • Cosa scrivere?
  • Come scriverlo?
  • E quando l’ispirazione non arriva cosa faccio?

Ecco che in questo momento ti ritorna in mente il calendario editoriale e di non averlo usato.

INTRODUZIONE ALLA STESURA DEL PIANO EDITORIALE (STEP BY STEP)

stabilire piano editoriale
Piano editoriale

1) Definire gli ambiti di interesse.

  • Quali sono i principali argomenti che interessano ai tuoi utenti? Non fare una lunga lista ma scegli 3 o al massimo 4 argomenti.

2) Definizione delle rubriche.

  • Sulla base degli interessi della tua nicchia individua riesci a trovare almeno 3 rubriche per ogni categoria?

3) Iniziamo con gli articoli.

Ora devi trovare gli articoli da associare ad ogni rubrica, inizia a scrivere tutto ciò che ti viene in mente trovando almeno 4/5 articoli per rubrica.

Prendiamo ad esempio la rubrica SEO.

  • CATEGORIA: SEO
    • RUBRICA: SEO On-page
      • Articolo1: Tag principali
      • Articolo2: Link interni ed esterni
      • Articolo3: Formattazione
      • Articolo4: Struttura
      • Articolo5: Principali fattori Onpage
ricercare argomento da trattare

4) Programmare le tue pubblicazioni.

Programmare l’uscita degli articoli ti aiuta a creare un filo diretto con i tuoi lettori. Un Blog che pubblica con una frequenza prestabilita sarà decisamente più propenso ad avere un buon numero di visitatori frequenti rispetto ad uno che pubblica ogni non si sa quando. Ma non solo, conoscendo in anticipo il giorno della pubblicazione puoi organizzare con maggiore efficienza la stesura degli articoli e la loro promozione.

La frequenza di pubblicazione è importante soprattutto durante la prima fase. Pubblica almeno 3 post a settimana e non creare lunghi periodi di assenza o pausa, se pensi di doverti assentare o non riuscire in un determinato periodo, ti consiglio di scrivere prima qualche articolo e di tenerli in bozza in modo di poterti pubblicare nei momenti dove per impegni o altro non riesci.

Se scrivere è importante saper promuovere il proprio articolo lo è forse ancora di più.
Strategicamente ci sono alcune operazioni che puoi fare nel prima, durante e nel dopo.

  • PRIMA: Informa i tuoi contatti (newsletter e social) che stai lavorando ad un super articolo nel quale […beneficio per i tuoi lettori…]
  • DURANTE: Manda una mail a tutti i tuoi contatti per fargli sapere dell’uscita e pubblica nei gruppi attivi sui social.
  • DOPO: Periodicamente aggiorna i tuoi articoli per favorirne il loro posizionamento.

USA I LINK INTERNI NEI POST PER I CONTENUTI “STRATEGICI”.

Vuoi posizionare il tuo articolo per una o più parola chiave? i link interni possono davvero aiutarti in questo. Questo tema, spesso troppo poco dibattuto, resta a mio avviso uno dei principali se non hai dalla tua grossi budget da destinare alla SEO per posizionare le pagine all’interno del suo sito web.

Quello che ti occorre sono:

  • le parole chiave da spingere, un articolo che vuoi posizionare (ovviamente ottimizzato a dovere lato SEO on page ) e un set di articoli collaterali che mandano link interni a quello da posizionare.

Hai notato i link che inserisco spesso nel corpo di testo? Oltre ad aiutarti a navigare il mio blog nelle tematiche questi dicono a Google che la pagina che riceve il link è rilevante per quella parola/argomento.

All’inizio chiaramente non avrai molti articoli per poter inserire i link esterni e quindi ti sarà impossibile inserirli ma con il tempo, quando il tuo blog sarà più popolato, potrai ritornare in dietro sugli articoli già scritti e inserirli.

Crea un campo magnetico nel tuo blog tra i tuoi articoli, fai in modo che con i link interni il tuo visitatore possa passare da un articolo all’altro in modo intelligente creando anche empatia e nello stesso tempo aumentando la tua autorevolezza trattenendolo all’interno del blog.

STRIZZA L’OCCHIO ALLE PAROLE CHIAVE SEMANTICAMENTE CORRELATE.

Per quanto Google si stia evolvendo ancora oggi tende a preferire gli scenari semantici ricchi di dettagli. Quando ti parlo di “densità” però non mi riferisco alla ripetizione senza senso delle parole. Ciò a cui mi riferisco è il contesto semantico e più nello specifico alla capacità di un testo di aiutare Google nell’individuazione del “contesto argomentativo”.

ricerca parole correlate

Questo a mio avviso è rilevante sopratutto per la lingua Italiana dove le ambiguità non mancano di certo.

Ti faccio un esempio. Prova ad individuare ciò di cui sto parlando, in quale delle tre ipotesi ti è più facile capire esattamente l’oggetto del discorso?

  • 1: Eccoci arrivati, finalmente la, ci trovavamo al momento del lancio.
  • 2: Eccoci arrivati, avevamo lavorato duro ma finalmente ci trovavamo al momento del lancio.
  • 3: La pubblicità stava per uscire, la grafica era perfetta, ci trovavamo al momento del lancio.

In ognuna di queste tre ipotesi si parla del lancio ma solo nella terza si capisce senza alcun fraintendimento che si tratta di un “lancio pubblicitario”.

Questo accade perché vengono forniti un maggior numero di elementi in assenza dei quali si potrebbe benissimo pensare al “lancio del peso” come da ipotesi 1 o al “lancio di un razzo nello spazio” come da ipotesi 2.

Utilizzare parole capaci di disegnare scenari inequivocabili fornirà a Google un quadro chiaro dei temi che stai trattando evitando fraintendimenti e dunque aiutandoti nel posizionamento.

In quest’ottica una buona “densità” di elementi è sempre da considerarsi aiuto sicuro.

Oltre ai link interni devi considerare anche i link in uscita come una preziosa risorsa.

Quando inserisci un link in uscita stai collegando la tua pagina ad un altra, e nello stesso tempo disegni uno scenario al tuo argomento.

Se ad esempio metto un link sulla parola “costruzione” alla pagina di Wikipedia nella quale si parla della prima costruzione di un ponte, starò fornendo ai motori di ricerca e agli utenti una grossa indicazione rispetto quello specifico argomento che sto trattando e nello stesso tempo stai anche dicendo che il tuo contenuto ha a che fare con il tema trattato nell’altra pagina.

Ovviamente in questo caso vale la regola che più la fonte è autorevole più le tue pagine ne gioveranno.

LA LUNGHEZZA DEI TUO ARTICOLI.

Su questo argomento ci sono molti pareri discordanti. Per un periodo parecchio lungo i più si sono trovati d’accordo nell’affermare che gli articoli “lunghi” preformassero meglio di quelli brevi.

Poi è arrivato il temibile aggiornamento di Google chiamato “Fred”. Ecco che allora la rete ha iniziato a dichiarare che i contenuti brevi sarebbero stati premianti per mille motivi che ora non sto qui a dirti.

Quindi? Che cosa fare? Articoli brevi o lunghi?

Secondo me il problema non si pone. Se scrivendo un buon articolo riuscirai a tenere i tuoi lettori sul tuo sito il tuo livello di interazione sarà ugualmente premiato.

LA REGOLA DELLE 5W

Se vuoi prenderti il sicuro, una volta stabilito il tema che intendi trattare, imponiti di rispondere alla regola delle 5W.

  1. Chi
  2. Cosa
  3. Quando
  4. Dove
  5. Perché

Non scordare un introduzione prima e una chiusura dopo mi raccomando.

Durante l’introduzione vai al dunque e anticipa i benefici che il tuo lettore trarrà nel leggere il tuo articolo. Anticipa subito il valore che apporterai nella persona che sta leggendo. La soglia d’attenzione sul web è bassissima e per questo, se si vuole trattenere l’attenzione dei lettori, occorre evitare di dilungarsi troppo.

USARE CORRETTAMENTE I TAG HEADINGS NEI POST.

uso corretto di heading

H1, H2, H3, nel caso non sapessi di cosa stiamo parlando si tratta del titolo e dei sottotitoli.

I motori di ricerca necessitano di elementi che li aiutino a comprendere le nostre intenzioni. È evidente che un titolo è più importante di un sottotitolo, ma spesso questi parametri vengono ignorati e la “confusione” che si verrà a creare in una pagina rischia di confondere i motori di ricerca.

USA LE IMMAGINI A TUO VANTAGGIO.

L’utilizzo delle immagini deve servire ad aiutare l’utente e i motori di ricerca a capire quanto contenuto nell’articolo. Quanto è importante trasmettere qualcosa tramite un’immagine, un contesto? Quanto è importante suscitare nel soggetto un interesse così forte da catturare completamente la sua attenzione?

COMUNICAZIONE VISIVA: COSA DEVE RAPPRESENTARE L’IMMAGINE.

come iniziare a scrivere un articolo da inserire in un blog. suggerimenti e trucchi

Se stai facendo riferimento a delle percentuali? Mostra un grafico. Stai parlando di posizionamento dui motori di ricerca inserisci un immagine di risultati di Google. Usa una buona immagine per rinforzare il contenuto di quello che stai scrivendo. L’immagine è anche quello che il lettore vede per primo nell’articolo e spesso da quell’immagine deciderà se poi leggerlo.

Ricorda, il cervello vede sempre prima le immagini e solo dopo ciò che gli sta attorno.

Sebbene “ come scrivere un blog ” resti una domanda aperta con continue e differenti risposte, spero che questo articolo ti possa aiutare a fare ordine nei tuoi futuri articoli.

Come scegliere font su wordpress – GUIDA SUI FONT

Come scegliere font su wordpress – GUIDA SUI FONT

i contenuti sono il vero carburante per un blog, ma ti sei mai chiesto cosa succederebbe se gli utenti non riuscissero a leggere a causa di un carattere incomprensibile? Ecco il motivo per cui è impostante scegliere il font del blog giusto.

Definizione di font

Il font (carattere tipografico) è un insieme di caratteri tipografici accomunati da un determinato stile grafico.

E’ bene precisare che ognuno ha delle caratteristiche che ci consentono di utilizzarlo per determinati messaggi. Altri invece sono più artistici, e il loro scopo è puramente decorativo.

In questo articolo spiegherò quali sono i tipi di font esistenti, per cosa vengono utilizzati, qualche trucchetto del mestiere ed infine Vi elencheremo alcuni esempi di successo di brand famosi.

Dimensione del font

In un post, come in una pagina web il titolo principale avrà una dimensione maggiore del titolo di un paragrafo, che a sua volta sarà maggiore di un sottoparagrafo e così via, in modo da rispettare le principali regole di consequenzialità degli header. Quale è migliore dimensione del carattere del blog?

Per il corpo del paragrafo uso una dimensione intermedia, non troppo piccola ma neanche grande, per facilitare la lettura. Come scegliere le dimensioni del font? La dimensione giusta per migliorare la leggibilità parte dai 16 px per il corpo testo.

Ovviamente il tag H1 sarà più grande perché rappresenta il titolo del post, l’H2 invece leggermente più piccolo e così fino al corpo.

Che tipi di font esistono?

I tipi di font esistenti sono catalogati in 4 gruppi:

  • Serif;
  • Sans-Serif;
  • Hand Writing;
  • Decorative.

Serif

“Serif” significa “grazia” ovvero quegli allungamenti, solitamente ortogonali, alle estremità del carattere. Vengono utilizzate per rendere il carattere più elegante, più “aggraziato”. Si utilizza per i testi lunghi poichè si tratta della famiglia di font con la migliore leggibilità.

In questo gruppo rientrano sostanzialmente 5 sottogruppi. La differenza fra di loro sta nello spessore delle linee e le forme delle grazie:

  • Roman;
  • Classic Roman;
  • New Roman;
  • Square Serif;
  • Round Serif;

Sans Serif

differenza serif san serif
differenza serif san serif

I Sans Serif sono caratteri senza grazie, e per questa particolarità non c’è continuità fra le lettere, il distacco è secco e immediato. Inoltre, lo spessore delle varie lettere è lo stesso.

Si utilizza il Sans Serif: per tutti i tipi di testo. Il Single Line è preferibile per i titoli perché è facilmente leggibile anche da lontano.

Notiamo 2 soli sottogruppi. Mentre nel primo le linee hanno un diverso spessore, nel secondo esse sono uguali.

  • Gothic;
  • Single Line Sans Serif.
gothic font
gothic font

Hand Writing

Hanno la particolarità di sembrare delle lettere scritte a mano. Generalmente sono tipi di font molto armoniosi, ma se impostati in maiuscolo la lettura diventa difficile.

I sottogruppi dell’Hand Writing sono 4. Le differenze sono per lo più fra il Text e gli altri 3, molto meno spigolosi di quest’ultimo e più continuativi.

  • Script;
  • Cursive;
  • Text;
  • Calligraphic.

Si ulitazza Hand Writing: I primi due sono molto eleganti e lineari, vengono generalmente utilizzati per lettere, inviti et simila.

Il Text rappresenta il primo carattere inventato da Gutenberg, utilizzato per lo più per diplomi e certificati. L’ultimo sottogruppo è anch’esso molto elegante e viene impiegato per lettere e inviti molto di classe e per grandi fashion brand.

Decorative Writing

I Decorative vengono usati esclusivamente a fini ornamentali. Sconsigliamo vivamente di impiegarli nei testi.
Questo tipo di font non ha sottogruppi, proprio per la loro natura decorativa.

Si utilizza il Decorative per lavori artistici, come la creazione del logo aziendale. Ideale anche per il lettering.

Come scegliere un font?

Ora che abbiamo effettuato un excursus generale sui tipi di carattere esistenti, è lecito chiedersi con quali criteri e come scegliere un font in particolare. La regola è che non esistono delle regole precise, ma è buona norma tenere a mente le direttive che Vi abbiamo elencato per ogni tipologia.

Un consiglio importante che posso darti è chiederti innanzi tutto a cosa è destinato il font. Se è destinato a dei testi più o meno lunghi (come un manuale, un depliant o le varie sezioni del vostro sito) è preferibile impiegare un carattere leggibile e senza fronzoli. Inoltre, è importante sapere che l’occhio umano è molto sensibile alla luminosità di un carattere; è in base a questo che si sceglie la variante:

  • Regular: testo normale;
  • Corsivo: parole straniere, citazioni, definizioni;
  • Grassetto: testo con maggiore enfasi.

Ti consiglio di usare le sottolineature, non solo perché poco pratiche per la stampa, ma anche perché facilmente confondibili con i link sul web.

I trucchi da sapere per attirare l’attenzione

Quanto è importante la comunicazione visiva

immagine comunicativa
comunicazione visiva

Quanto è importante trasmettere qualcosa tramite un’immagine, un contesto? Quanto è importante suscitare nel soggetto un interesse così forte da catturare completamente la sua attenzione?

La comunicazione visiva è una componente fondamentale dei nostri giorni, presente in ogni singola attività della nostra vita quotidiana. Ma cos’è precisamente la comunicazione visiva? Wikipedia spiega molto bene ciò:

“ è la trasmissione di un messaggio tramite un’immagine”.

Secondo voi qual è il mezzo più efficace per attirare l’attenzione, un’immagine o le parole? Chiaramente un’immagine, infatti in ambito pubblicitario è fondamentale studiare una comunicazione visiva efficace.

L’utente medio è poco avvezzo alla lettura, dato che preferisce le immagini. Assumendo che siamo in grado di scrivere dei testi con buona readability, se questi sono privi di attrazione visiva hanno meno probabilità di essere letti.

comunicazione
comunicazione

Perché una cosa è riuscire a far interpretare correttamente un testo ai lettori (la famosa readability), un’altra è mantenere la loro attenzione anche a livello visivo e farli continuare a leggere (legibility).

Cosa preferisce il lettore:

  • Caratteri romani a quelli gotici (hanno una maggiore leggibilità perché hanno le grazie);
  • Colore delle lettere non totalmente nero (gli occhi si stancano meno);
  • Lettere minuscole (perché tutte maiuscole rendono difficile la leggibilità).
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