Lo storytelling nei video musicali

da | 16 Lug, 2021 | Comunicazione

Il potere dello storytelling

Quante volte, nel vedere i video musicali per la prima volta, ti sei emozionato, quante volte hai provato quella sensazione di brivido sulla pelle e ti sei immedesimato nella storia e nelle parole di quella canzone?

Quante volte, dopo aver visto il video di una canzone, ha catturato la tua attenzione, tanto da esserti soffermato sul filmato e aver tralasciato il testo stesso della canzone?

Se ti è accaduto tutto questo, allora il regista e lo sceneggiatore hanno saputo sfruttare perfettamente i superpoteri dello storytelling e hanno dato forza alla canzone creando la perfetta empatia con l’ascoltatore.

Un po’ di storia

In passato, i primi video musicali erano incentrati totalmente sull’artista avvolto da scene o effetti video che avevano come protagonista l’artista stesso e la canzone.

I video musicali erano solo l’espressione futuristica della musica, l’evoluzione, ma non venivano presi in considerazione come un qualcosa che poteva in qualche modo dare forza alla canzone e addirittura rafforzarla nelle vendite.

Da qualche ventennio, già con Michael Jackson, molti registi hanno compreso il potere delle storytelling e hanno iniziato a creare storie che non sono destinate a fare solo da cornice, ma a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e rendere più bella la canzone stessa.

Le parti della canzone

Le canzoni hanno una struttura ben precisa, sono divise appunto in parti, ed è molto utile, anzi è indispensabile per un cantante sapere quali sono le parti che compongono una canzone, in modo da poter capire esattamente quale sia l’intenzione di ogni parte, quale sia lo scopo.

La prima parte di cui è composta una canzone è l’introduzione. Generalmente è strumentale, in attesa dell’ingresso della voce. Serve anche per attirare l’attenzione dell’ascoltatore ed immergerlo nell’atmosfera del brano stesso.

La seconda parte è la strofa. La strofa arriva subito dopo l’introduzione e si ripete una o due volte sia dopo l’introduzione, sia spesso dopo il ritornello. Con la strofa entra la voce, ed è il punto in cui la storia della canzone inizia, quindi il momento in cui si enuncia l’inizio del racconto del testo della canzone.

Subito dopo la strofa arriva il ritornello, che è considerata la parte più importante della canzone, il cuore del brano stesso, il ritornello, (o inciso). E’ la parte più orecchiabile, quella che normalmente un ascoltatore memorizza prima e che gli vien voglia di cantare subito, (sempre che la canzone gli piaccia).

La quarta parte che compone una canzone è il ponte (bridge). Generalmente serve a collegare la strofa e il ritornello e può essere o una variazione della strofa, quindi utilizza più o meno le stesse note ma cambia qualcosa leggermente, oppure può essere proprio una parte completamente diversa che fa un po’ da filo conduttore, quindi porta il canto ad andare dalla strofa fino al  2° ritornello. In genere in una canzone c’è sempre una parte strumentale.

Lo storytelling nel video musicale

La struttura narrativa

Il primo concetto fondamentale da prendere in esame è quello di struttura narrativa, ovvero l’ossatura sulla quale viene costruita la storia. La struttura non è la trama, che è specifica e cambia in ogni produzione, ma è piuttosto un modello narrativo che può essere applicato in molteplici narrazioni.

I video musicali, a differenza di un film o una rappresentazione teatrale, hanno tutti una breve durata e quindi non possono sfruttare tutte le fasi della struttura narrativa presenti nei tre momenti fondamentali, chiamati atti, senza i quali una qualsiasi narrazione sarebbe incompleta e lascerebbe insoddisfatti lo spettatore, ma ugualmente seguono in modo più restrittivo la struttura.

schema di una struttura narrativa

I tre atti nello specifico sono:

  1. L’inizio: la situazione di partenza, la parte della storia che ci introduce il conflitto e ci presenta l’eroe o i personaggi principali e ci racconta le loro motivazioni, l’ostacolo che sbarra loro la strada.
  2. Antitesi o svolgimento: la parte centrale della narrazione della storia, nella quale il protagonista vive la sua avventura e affronta l’ostacolo.
  3. Sintesi o conclusione: La risoluzione della vicenda che rivelerà al pubblico se il protagonista è riuscito a superare l’ostacolo ed a risolvere il conflitto oppure se questi ne sia rimasto sconfitto o la conclusione felice se si parla di una storia legata a sentimenti come l’amore, altruismo, etc.

Se sovrapponessimo questi tre atti alla canzone, avremo questa struttura:

lo schema video musicali

Il ruolo dell’artista

Di norma l’artista non è, e non deve mai essere parte integrante della storia; compare continuamente con pochi frame nei tagli della storia continuando a cantare la canzone e interpretando parte del sentimento della storia stessa.

Non è mai consigliabile che l’artista diventi il protagonista. Nei video musicali, la storia è predominante sulla canzone, lo spettatore deve subire l’effetto emotivo della struttura narrativa e concentrarsi in quei pochi minuti solo su quello, la canzone e l’artista accompagneranno, come vedremo, la crescita emotiva del climax.

I video musicali

Rappresenta un regno a sè rispetto al testo cantato. I video musicali hanno il compito di farci sognare e calarci nei contenuti del pezzo. il video è un piccolo capolavoro cinematografico che necessita di un’attenta pianificazione.

Svolge un ruolo primario nella vendita promozionale ed è di incredibile forza per il supporto emozionale dello spettatore.

Per riuscire nell’intento, i video musicali devono essere incisivi, devono portare alle stesse conclusioni della canzone, devono far volare con le emozioni, amplificare il senso dell’udito attraverso la vista, approfondire l’ascolto.

backstage artista rap cris geco

L’affiorare di particolari immagini nella mente durante l’ascolto di un brano musicale provoca emozioni associate all’immagine stessa e suscita emozioni attraverso l’immaginazione visiva della scenografia, e la musica amplifica il tutto.

Il regista e lo scenografo devono costruire in quei pochi minuti una storia chiara, sentimenti inequivocabili e veloci e seguire la crescita emotiva che le parole e la musica devono suscitare fino al punto più alto, fino al climax.

Il climax nei video musicali

Il climax in una narrazione (all’interno di un saggio, un racconto, un romanzo, un film o un’opera teatrale), il culmine è il punto di svolta nell’azione e/o il punto di maggiore interesse o eccitazione. 

E’ un espediente che si usa per accrescere il pathos in uno scritto, in un film e anche in un video musicale. In questo caso siamo di fronte a quello che viene definito climax ascendente, che quindi dà un senso di progressione dell’intensità.

Ora che abbiamo ben chiara quale sia la definizione di climax, vediamo come viene sfruttato nei video musicali.

La voce può esprimere emozioni mediante la regolazione della frequenza, dell’intensità, della distribuzione dell’energia nello spettro e di alcuni pattern temporali o ritmici. Come abbiamo visto, una canzone ha un secondo ritornello e a volte è anticipato da un bridge (ponte).

Durante il bridge, la musica (dopo la 2 strofa) si arricchisce di più strumenti, archi, strumenti a fiato, chorus che seguono in modo perfetto la crescita emotiva della storia fino ad arrivare al climax. Di norma è la parte che precede il secondo ritornello che, se ascoltate attentamente, ha sempre un intensità musicale crescente, ricco di strumenti e musicalmente più marcato.

Un esempio che descrive benissimo l’utilizzo dello storytelling con la crescita emozionale ed il climax, lo potete osservare nel video qui sotto, creato dal regista Luciano Filangieri e dallo sceneggiatore Luca Delgado nel video Ammore di Andrea Sannino.

Guardate il filmato interamente e dopo commentiamo le parti.

Come avete visto, dopo 1:30 circa c’e un cambio nella storia, la ragazza reagisce con il primo punto di svolta (inizia ad allenarsi) e culmina dopo 30 secondi con il lancio dall’aereo. Contemporaneamente a questo punto di svolta la musica è enfatizzata da molti archi, chorus, bassi etc e prosegue anche dopo con la parte strumentale fino alla fine con un crescendo emozionale.

In questo video il regista e lo sceneggiatore sono stati perfetti nei tempi e nello sviluppo dello storytelling emozionale.

In questo video vediamo che anche nel genere Rap uno storytelling con un climax crea ugualmente un effetto emozionale. In questo video il regista Giuseppe Argenio e l’artista CRis GECO nel video Basta Fingere hanno inserito verso la fine del video un cambio di svolta, accompagnato da un bridge strumentale, che termina con il punto di svolta del protagonista, la scelta del ragazzo di una vita diversa,.

Il momento del climax emozionale ha acquisito sempre di più importanza infatti viene sfruttato anche durante le anteprime o nei promo dei video ma soprattutto in cinematografia. Nelle promo viene sempre mostrato uno spezzone della parte più emozionale o di maggiore azione o di maggiore comicità per incuriosirlo e creare un emozione che lo invogli ad acquistare il disco o andare al cinema per vedere la proiezione.


Se hai trovato interessante questo articolo, lasciami un commento e se hai voglia di dare un occhiata a quello che scrivo ti invito a guardare il mio blog.

Perché Semplicemente io? Non ho la presunzione di insegnare nulla ma semplicemente di condividere quello che ho imparato lungo la strada.. perché spesso ha aiutato me e penso che possa aiutare anche agli altri.

Un abbraccio e buon blogging ma soprattutto buona vita a te.

Chi Sono

luigi villani

Luigi Villani

Sono un blogger, youtuber, opinionista e ......  Appassionato di marketing, tecnologia, digitale e comunicazione. Studio e sperimento e quando posso aiutare qualcuno sono contento di poterlo fare. Nel tempo libero mi alleno per dimagrire, ma questa è tutta un’altra storia…

Se ti è piaciuto questo post, clicca MI PIACE  qui sotto

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This